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La storia dell'isola

A causa della posizione strategica, delle fonti d’acqua, della terra fertile e del il mare ricco di pesci, l’isola di Vis è stata abitata già nei tempi del Neolitico, nell’età del Bronzo. Nel 5°secolo a.C., la tribù lirica, chiamata Liburnov, aveva il proprio stato, il quale era il punto di partenza per il passaggio attraverso il mare Adriatico e quello Ionico. Possiamo ammirare i resti, conservati da questi tempi: le rovine delle case, le tombe e altri oggetti in ceramica e metallo. Le monete di bronzo, trovate nel corso degli anni, indicavano, che gli Illiri adoravano il mare. Su un lato della moneta c’era un delfino (simbolo del mare), sull’altra invece, la figura del leggendario e misterioso Ionio (originario di Viscome ricordano le cronache greche). Sull’isola si parla anche delle vaste leggende della regina illirica Teuta: i resti dell terrapieno sull’isola accanto, si chiamano “Il castello di Teuta” (anche se il terrapieno è stato fatto nel 3 secolo d.C.), la grotta più grande di Vis si chiama “la grotta della regina” o “grotta di Teuta”.

La storia classica dell’isola commincia con l’antica Issa, con gli abbitanti Greci, nel 4 secolo a.C.. La città greca, Issa, è stata fondata da Dionisio Siracusano, un grande sovrano siciliano, nel 397 a.C.. E` situata nella baia bene prottetta, al nord dell’isola, dove tutt’oggi troviamo la città di Vis. Questo era, accanto a  polis (= citta stato) Paros (Hvar),  il primo insediamento urbano nell’Adriatico. Issa era più grande di cento mila metri quadri, aveva moneta e leggi proprie. Durante il regno di Dionisio, divenne già pienamente indipendente, e dopo la sua morte, iniziò a creare le proprie colonie. Cosi fù creata Koludrta (oggi Lumbarda sull’isola di Korcula). Nello stesso modo crearono anche Tragurion ( oggi Trogir) e Epetion (oggi Stobreč) e anche i propri centri commerciali. I resti di questa cultura si trovano ancora in tutta la città di Vis. La prima vite è stata piantata sulla costa dell’Adriatico, dai greci.

Nei combattimenti illirico-romani, tra il 3° e il 2° secolo a.C., Issa fù coinvolta, a causa dell’alleanza con Romani. Dopo le battaglie del 1° secolo a.C. cominciò il periodo di pace. Issa però, perse comunque la sua indipendenza, perchè, tra la battaglia di Cesare e Pompeo, scelse di allearsi a Pompeo, che perse la battaglia.Da quel giorno in poi Issa diventò “la città dei romani”, e Cesare gli diede il nome di: “la città più bella di queste parti!”

L’insediamento romano si diffuse e continuò sulle fondamenta di quello greco. Tutti gli edifici pubblici, costruiti ad Issa, erano sintomo di benessere. Nella città, i più famosi resti archeologici, sono: le terme grehie, le terme romane (bagno pubblico), Necropoli, il teatro romano sulla penisola di Pirovo (per 3500 persone – nel 16°secolo hanno costruito, all’interno del teatro, un convento francescano) e i resti sono esposti nel museo della citta`. Qui potete vedere vasi antichi, gioielli, statue di argilla, lapidi, ecc. Per testimoniare l’esistenza dell’attività commerciale di quel periodo, sono esposti i resti di antiche navi e anfore, utilizzate per la conservazione e il trasporto del vino, dell’olio, dei cereali e di altri prodotti alimentari. Il resto archeologico più famoso è la testa di bronzo della dea Artemide, il quale è diventato un simbolo della città romana di Issa e dell’arte antica di Vis.

Per 300 anni, dopo l’arrivo dei Romani, Issa rafforzò il potere commerciale e politico. Così come si indeboliva il potere romano, si indeboliva economicamente anche Issa. Il traffico commerciale cominciò a diminuire e dovettero contare su se stessi.

Nel 7° e 8° secolo, sull’isola arrivarono i primi croati, i quali sono stati rapidamente assimilati con i popoli di origine greca e romana. Non ci sono molte informazioni riguardanti  la città, durante il periodo di immigrazione, in quanto la maggior parte della vita medievale  si svolgeva nei campi agricoli sparsi su tutta l’isola. Per soppravvivere, allevavano pecore e si occupavano diagricoltura.

Nel 15° secolo la città di Vis rivive: da quel periodo in poi si potevano ammirare palazzi lussuosi con stupende facciate, costruiti nel periodo barocco e rinascimentale. I più noti sono: palazzo di Jakin, villa Ceca, il palazzo del poeta Peter Hektorović ed il palazzo Petrinović. La maggior parte di queste ville, venivano usate dai nobili di Hvar per trascorrerci vacanze o fine settimana (nei decenni, Vis, apparteneva alla diocesi di Hvar). Nel medioevo l’isola apparteneva allo stato veneziano; fino al famoso anno 1797, quando è stato firmato un’accordo di pace a Campoformido, dopo il quale passò all’Austria. Nel periodo di dominazione veneziana, l’isola venne chiamata Lissa e anche gli Inglesi, la chiamarono così. Riassunto: I veneziani governarono dal 1420 al 1797. Durante le conquiste napoleoniche è stata governata da: Austriaci (1797 – 1805), Francesi (1805 – 1811) e Inglesi (1811 – 1814) che costruirono una fortezza. Non dobbiamo dimenticare che, ha avuto un ruolo importante nella storia della guerra marittima e nei terremoti del 18°secolo, che hanno concluso un lungo dominio veneziano e agitato le acque di Vis.

Otto anni dopo l’occupazione austro-ungarica, l’isola cadde sotto il dominio francese. In questo periodo venne occupata dagli inglesi. Napoleone non contento, dichiarò guerra agli inglesi, e cominciò la battaglia nel 1811. Ma vinsero gli inglesi. Sotto il loro dominio, costruirono quattro possenti fortezze: la fortezza di San Giorgio ad ovest dell’ingresso al porto di Vis, la fortezza Wellington nalla parte est dell’ingresso al porto, la fortezza Bentik e la fortezza Robertson. Gli “anni d’oro” per l’isola di Vis, furono durante il dominio di Napoleone su terraferma, e il suo blocco nel Mediterraneo. Il governo inglese chiamò l’isola “Inghilterra nell’Adriatico” o “Gibilterra Adriatica” o anche “piccola Malta”. Il numero di persone sull’isola aumentò a 12000 persone. I nuovi arrivati furono stranieri, attratti da tutti i tipi di commercio altrettanto redditizio, e anche, in quel tempo ancora consentita, la pirateria nell’Adriatico. Sull’isola era allora possibile trovare prodotti provvenienti da tutto il mondo, anche oggetti più esotici.

Per iniziativa del figlio di uno degli abitanti di Vis, in ricordo degli inglesi, è ostato fondato il club del cricket, il quale porta il nome di Sir Wiliam Hostes, che trascorreva molte ore a praticare questo sport.

Grazie ad una buona promozione e a generose donazioni, il cricket è oggi, uno degli sport piùattrattivi sull’isola di Vis.

Con la fuoriuscita di Napoleone dalla scena politica europea, nel 1815, Vis venne abbandonato anche da francesi e unità inglesi, cosi la monarchia Austro-Ungarica riprese un ruolo importante sull’isola di Vis. Questo periodo relativamente tranquillo fu interrotto, il 20/7/1866, quando gli austro-ungarici impedirono agli italiani di invadere la costa orientale Adriatica. La flotta italiana possedeva allora 34 navi e 11000 truppe, la flotta austriaca invece era molto più piccola: 27 navi e meno di 8000 truppe. Il governo italiano, guidato dall’ammiraglio Persan, decise di attaccare le truppe austriache. Ma il giovane ammiraglio Tegetthoff, usando una tattica marina antica, battè gli italiani. Questa fu la prima battaglia navale, chiamata battaglia di Vis, in cui vi fecero parte piroscafi, e l’ultima, nella quale le navi si difendevano attaccandosi direttamente con il becco.

In quest’ultimo attacco, sfortunatamente affodò la nave italiana Re d’italia, in soli 2 minuti e mezzo, e con sè portò 560 marinai. Dopo questa perdita, gli italiani si ritirarono, la flotta austriaca, con la maggiorparte di marinai croati, ritornò al porto di Vis. Sette anni dopo, la monarchia austro-ungarica decise di smilitarizzare l’isola e di distruggere tutte le fortezze su di essa.

Fino al 1918 l’isola appartenne all’Austria, due anni fu sotto l’occupazione italiana, nell’anno 1920 divenne Jugoslava. L’ultimo capitolo della storia dell’isola è la Seconda guerra Mondiale.

Durante la Seconda guerra Mondiale, dopo la capitalizzazione dell’Italia fascista, la città di Vis divenne la base navale principale dell’Esercito di Liberazione Nazionale (NOV) e la base principale della lotta di liberazione nazionale (NOB). Dal giugno 1944 fino alla liberazione di Belgrado, 20 ottobre 1944, l’isola di Vis è stata la sede del Comando di NOV.

Dopo il ritiro degli Italiani, l’isola di Vis diventò base delle forze alleate e del NOV della Jugoslavia. Nel giro di pochi mesi, costruirono sull’isola, nuove fortezze e bunker militari, scavarono tunnel, tirarono cavi, posero campi minati e costruirono l’aeroporto, il quale svolgeva un ruolo importante per l’atterraggio di aerei alleati. Dopo l’atterraggio su Drvar, nell’anno 1944, il maresciallo Tito e l’intera sede di NOB, si trasferirono sull’isola di Vis.

Sotto la collina di Hum, è oggi possibile visitare la famosa grotta di Tito, dove per due mesi abitò e comandò lo stesso maresciallo.

Dopo la Seconda guerra Mondiale l’isola divenne una grande base navale e militare dell’esercito popolare jugoslavo (JNA), ed è per questo che, fino al 1990, era proibito l’acesso a tutti gli stranieri. Sull’isola costruirono più di trenta diversi tipi di strutture militari, centinaia di bunker, stazioni per cannoni, mitragliatrici e altre armi varie. Inoltre, sull’isola scavarono diversi tunnel. Il più grande tunnel “Vela glava”, fu costuito, pensando ad una piccola città sotterranea. Cosi l’isola, si preparò per una nuova guerra. Sopra l’isola abbitavano mille soldati permanenti e circa tremila temporanei. L’esercito jugoslavo lasciò l’isola a metà del 1992. Sei mesi prima dell’abbandono, la Croazia fu riconosciuta come stato indipendente.

Vis, si sta evolvendo molto velocemente.