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La chiesa ortodossa di Vis (che non c'è più)

La chiesa ortodossa di Vis (che non c’è più)

Riassunto

Nel 1925, la maggiorparte degli abitanti di Vis passarono dalla religione cattolica a religione ortodossa. Ci sono almeno due ragioni per questo: motivo economico (a causa dei problemi irrisolti, della riforma agraria) e motivo politico (volevano avvicinarsi all’autorità governativa, per lo più in mano serbo-ortodossa, dove gli abitanti di Vis videro un difensore contro il governo italiano). Dopo la riforma agraria nel 1929 e specialmente nell’anno 30 (quando si iniziò a risolvere la questione nazionale, e diminui il pericolo causato dall’autorità governativa italiana) si concluse anche la maggior parte delle questioni, riguardanti il passaggio, tra gli abitanti di Vis. Fino all’inizio della seconda guerra mondiale, le ragioni riguardanti il passaggio, scomparsero, e con esse scomparve anche al chiesa ortodossa di Vis.

Descrizione dettagliata

Gli abitanti di Vis, negli anni 20, del XIX secolo, pieni di ottimismo ed entusiasmo, accolsero la creazione dello stato nuovo ( il Regno dei Serbi – “Kraljevina SHS”). Anche se, iniziarono a farne parte appena nell’aprile del 1921, quando gli Italiani si spostarono dall’isola. (L’Italia ha occupato il Vis nel 1918  e fecero riferimeno al contratto del decreto di Londra dell”anno 1915). E fu proprio la paura verso gli italiani che portò gli abitanti di Vis a vedere una fonte di salvezza nei Serbi ( i portanti principali del regno SHS).

Sin dal occupazione austro-ungarica fu molto importante anche l’elevato sviluppo commerciale del vino, che dava agli abitanti di Vis un elevato standard di vita. Questo elevato standard ha permesso sia lo sviluppo sociale che scolastico e con ciò gli abitanti hanno potuto porsi degli obiettivi che andavano contro la dominante chiesa Cattolica. Questa nuova struttura non era strettamente collegata con il cattolicesimo, che a quei tempi guidava la vita degli abitanti.

Quindi il secondo problema dei contadini era quello economico. Questo problema non era presente soltanto sull’isola di Vis ma in tutta la Dalmazia, anche se già nei tempi austro-ungarici, i contadini dell’isola di Vis, erano bene organizzati sotto la guida di Ivan Ruljancic e il loro avanzato Partito Democratico della Croazia. Con i loro gruppi locali “Hrvatska Zora”, “Viska Sloga” e “Tezacka Sloga”, hanno posto dei termini ben definiti ai proprietari terrieri. Queste richieste erano: riduzione dei benefici agricoli ai proprietari del terreno, la sicurezza degli agricoltori e la possibilità del primo acquisto di terreni in vendita. L’amministrazione comunale nell’anno 1911, offrì agli agricoltori un’accordo che accettava la maggior parte delle loro richieste. Purtroppo, ciò valeva solo sulle proprità comunali, mentre rimaneva irrisolto, lo stato dei contadini che lavoravano il terreno di proprietà della chiesa.  I contadini dell’isola di Vis, all’inizio degli anni 1920, si unirono al partito dei contadini per realizzare la riforma agraria. Dopo l’anno 1923, la riforma agraria non era ancora accettata ed il partito perdeva il suo potere, però sotto l’influenza del partito HSS in Dalmazia, nell’anno 1925, si instaurò il partito Radicale, dove si mosse la gran parte dei contadini (sotto la guida di Ruljancic).

Nell’ottobre 1925, l’unione dei contadini di Vis decise, che si muoveranno in massa e dimostrativamente alla religione ortodossa, e a causa di ciò, la maggioranza degli abitanti si spostò alla NRS (partito radicale nazionale). Un’altro grande motivo per questo spostamento erano anche le azioni della chiesa Cattolica, specialmente del prete  don Silvestro Bonacic, il quale, perseguitava gli inquilini a pagare la tassa del 10% del loro prodotto.

Non si sa il numero delle persone che si convertirono ad un’altra religione. Da alcuni dati si poteva vedere che le famiglie erano 180. Il vescovo della parrocchia di Vis, Miho Pusic, aveva i dati più dettagliati e si diceva che, tra gli anni 1925 e 1933, il numero delle persone convertire era 292, dei quali 58 tornarono al cattolicesimo.

Il partito Radicale, governato da Ruljancic, vinse le elezioni locali dell’anno 1926, e assunse maggiore potere dopo l’instaurazione della dittatura nell’anno 1929 (il 6 gennaio 1929, il Rè  Alessandro I. Karađorđević, introdusse una dittatura reale). Nella città fondarono una serie di organizzazioni, alcune delle quali avevano anche degli elementi paramilitari, come ad esempio: “Jugosokol”, “Shooting famiglia Streljačka famiglia”, = “National scelto”, e Sport Club “Jadran” e così via.

Tuttavia si manifestarono delle opposizioni alle elezioni, nell’anno 1933, tra i candidati sindaci Ruljancic e Pavao Jopo, entrambi provenienti da un’ambiente contadino.Vinse Jopo e Ruljancic dovette lasciare il posto di sindaco.

Indipendenemente dalla consacrazione di una nuova chiesa ortodossa, un mese dopo le elezioni, dopo che Ruljancic e la religione ortodossa arrivarono al culmine, altrettanto veloce come sali, anche precipitò, estinguendosi. Questo fatto si poteva prevedere, già alle elezioni nel 1935, quando la JSN (partito nazionale Jugoslavo) ottenne solo 571 voti, e la HHS ne ottenne 500. Quando nel 1936 seguirono le elezioni locali, l’elite politica di Vis, perse completamente.

In questo periodo, la chiesa serbo-ortodossa (SPC), si presentava come chiesa nazionale e in questo modo si voleva estendere in tutta la Jugoslavia e anche in Dalmazia. Purtroppo i loro religiosi erano in minoranza, dipendenti pubblici Serbi, e solo sull’isola di Vis, la campagna del convertimento della religione, riuscì per un piccolo numero di abitanti. Sull’isola di Vis, aprirono ufficialmente la chiesa ortodossa il 1 giugno 1926, e allora pubblicarono anche il numero di credenti: Kut 123, Smiderevo 61, Luka 27, Mala Banda 44, quindi un totale di 255 credenti in 86 famiglie. Era interessante il fatto che, in nessun’altra parte dell’isola, tranne che a Vis, non si trovava nessuna persona convertita. Nel censimento del 1931, nella città di Vis con 3189 abitanti, solo 217 persone erano di religione ortodossa (neanche il 7% di tutti gli abitanti). È neccessario prendere in considerazione che il maggior numero di essi proveniva da funzionari di fede ortodossa.

All’inizio, le cerimonie religiose, si svolgevano in una capella, costruita nel pianoterra di una casa privata, situata vicino al comune. Alla fine del 1931 il comune dimise una parte di terreno (Ruljancic ha avuto un ruolo importante), nel centro della città, a Ravnica (dove oggi troviamo la piazza Palm).

La chiesa ortodossa è stata costruita tra gli anni 1932 e 1933, secondo il proggetto del famoso architetto di Belgrado, Momir Korunivic, in stile serbo-bizantino (lo stesso, proggettò anche la chiesa ortodossa a Lubiana). La chiesa fu aperta il 12 novembre 1933, e dedicata agli apostoli di Cirillo e  Metodio.

Nella seconda metà degli anni 30, del secolo precedente, la situazione politica precipitò. Nel 1936, alle elezioni locali, vinse la HSS (battendo JNS) e Ivanko Farolfi diventò sindaco della città. Un’altro evento a Vis, dimostrò che gli abitanti stessi accettavano la religione ortodossa. I religiosi ortodossi e i pellegrini, dovevano sbarcare sull’isola, l’11 luglio 1937, però furono accolti dagli abitanti di Vis con lancio di pomodori e uova. Lo stesso accadde a Komiza, per cui furono costretti a tornare a Spalato.

Nell’autunno del 1939,dopo numerose aggressioni a membri di organizzazioni ortodosse,quest’ultimi evitarono di scendere in strada dopo il tramonto.

Anche nelle elezioni nel 1940 vinse il partito HSS, e dall’ inizio della II guerra mondiale il numero di religiosi ortodossi diminuì. Con l’occulazione dell’isola il lavoro della chiesa si fermò, e gli ultimi riti religiosi (battesimi e funerali) furono nel novembre 1941.

Le forze di occupazione Italiane, trasferirono il sacerdote di Vis a Zara. Con questo fatto si concluse anche il lavoro della chiesa. Durante i bombardamenti della II guerra mondiale, la chiesa fu distrutta.

La comissione statale, riguardante questioni religiose, nel 1947, ricevette una lettera da parte degli abitanti di Vis, con la quale chiesero la distruzione della chiesa, e la costruzione di un monumento partigiano al suo posto.

Non ci sono molti dati riguardanti la distruzione della chiesa. Si sa soltanto che, la SPC diede il consenso per la distruzione, solo in cambio della costruzione di una chiesa ortodossa a Knin, la quale era stata distrutta durante la seconda guerra mondiale.

La chiesa è stata distrutta nel 1963, durante le preparazioni per il xx anniversario dell’arrivo di Tito a Vis. Al suo posto sono state piantate delle palme, e nelle vicinanze hanno posto il monumento “Dagli altri non vogliamo niente, il nostro non lo diamo”.

Dopo trent’anni il monumento fece la stessa fine della chiesa.

“Sestojanuarska” è il nome della dittatura, stabilita da  Alessandro I. Karađorđević, il 6 gennaio 1929. Nel parlamento del regno SHS, dominavano due partiti serbi –il partito nazionale radicale e il partito democratico Jugoslavo. Il governo raggirava gli altri partiti con il principio “deli in vladaj” (dividi e governa),e fece diminuire il potere dell’opposizione. Dopo l’uccisione del parlamentare radicale montenegrino, Punis Radic, – Pavle Radic e Djuro Basaricek furono anch’essi uccisi, mentre Stjepan Radic mori più tardi a causa di gravi ferite. – La crisi politica arrivò al culmine. Così, il 6 gennaio 1929, Alexander I. Karađorđević, annullò la costituzione, Vidovdan, sciolse il parlamento e prese il controllo. Così fu introdotta la sua dittatura. Il nuovo governo era comandato dal Re. Ufficialmente, furono banditi tutti i partiti politici e nell’ottobre 1929, allo stato venne dato un nuovo nome – Kraljevina Jugoslavija (Regno Jugoslavo).